Castles and medieval ruines in the neaby 

Torre dell'Aquila o torre segata, Filettole

Torre Centino, Ripafratta, monti pisani

Castello di Ripafratta - Rocca di S Paolino. Pisa

Il Castello Rivive nel borgo medioevale di Nozzano. Lucca

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Chiese Castelli e Torri

(fonte: Piano Strutturale del Comune di Vecchiano – Relazione Quadro conoscitivo
A.A. Arch. G. Maffei Cardellini, Arch. A. Montemagni, Arch. D. Pecchioli)

I Capisaldi ed i nuclei urbani storici

 Sono le pievi di S.Simone a Nodica, S.Alessandro e S.Frediano a Vecchiano, S.Cristina ad Avane, S.Maurizio a Filettole, gli edifici pubblici, le ville, i nuclei abitativi realizzati intorno ad essi, che hanno dato origine al sistema insediativo vecchianese.
I nuclei urbani erano strettamente legati alla campagna. Erano costituiti da case basse, con orti e giardini, in una complessa struttura di viabilità irregolare.

All’interno delle frazioni l’insediamento si organizzava, e si conserva tutt’ora, in edifici plurifamiliari allineati, fronteggianti gli spazi liberi comuni delle corti. In rari casi gli edifici si dispongono a formare una corte chiusa.
Filettole, per la propria posizione particolare sul territorio, segue maggiormente le regole degli insediamenti storici di origine medievale, con uno sviluppo, a partire dalla chiesa, lungo la fascia pedecollinare, di una compatta cortina edilizia modellata sulle curve di livello.
La tendenza nel tempo è stata quella di densificare questa struttura, fatta di ampi spazi vuoti intorno alle residenze, con numerosi inserimenti nella trama irregolare delle corti e delle viabilità un tempo poderali.
Le parti conservate rappresentano ambiti nei quali si mantengono i valori tipologici e morfologici, tali da costituire una testimonianza storica, culturale ed urbana specifica ed originaria.

La maglia viaria

Il confronto fra il catasto ottocentesco e le cartografie più attuali del territorio vecchianese evidenzia come la rete viaria minore sia quasi integralmente costituita dai tracciati storici.
Rappresenta la rete capillare delle relazioni, talvolta interrotta o resa difficoltosa dai tagli dei nuovi assi autostradali.
In generale, insieme ai canali, ai crinali, alla vegetazione ed alle sistemazioni agrarie, ai capisaldi funzionali e agli insediamenti poderali, forma la struttura territoriale.
In pianura le strade si disegnano secondo larghe trame irregolari che corrispondono alle logiche dell’antica organizzazione agricola e allʼarticolazione poderale. Spesso sono tangenti ai corsi d’acqua e si organizzano con una gerarchia determinata dall’essere collegamento con il sistema degli insediamenti maggiori o direttamente con l’ambiente del lavoro agricolo. Gli edifici dei poderi si affacciano sulla viabilità in relazione alla posizione del sole, essendo in genere sempre collocati con il fronte principale e l’aia, verso sud sud/ovest. Offrono il lato principale se si collocano a monte della strada.
Nel monte di Filettole e in parte di quello di Vecchiano si mantiene una fitta trama di  percorsi nelle parti colonizzate per la coltivazione, mentre nelle parti non coltivate, facilmente individuabili nel catasto ottocentesco per il disegno a larghe maglie della proprietà, si individua un solo sentiero di attraversamento.

Chiese, castelli e ville storiche

Le chiese, le pievi, i resti di castelli o torri, le ville sparse sul territorio rappresentano elementi – oltre che di valore storico-architettonico – di riferimento e di organizzazione territoriale, sia per le varie funzioni proprie che per il ruolo di governo svolto in un ambito particolare.
Fra le chiese più antiche, si segnalano la Chiesaccia di Malaventre, i ruderi di S.Pietro in Asconda sul Monte Legnaio, S.Maria in Castello, con i ruderi del Castello, S.Maria di Laiano.
Numerosi sono i resti dellʼantico sistema difensivo che caratterizzava queste terre di confine: il Castello di Cotone, il Castello di Castiglione, la Torre dell’Aquila, il Castello, monastero poi villafattoria di S.Viviana di Filettole, il Castello di Avane.
Solo la villa Salviati e il complesso di Migliarino possono rappresentare quel tipo di villa, più comune in altre parti del pisano o della lucchesia, che univa la funzione di  rappresentanza a quella di centro direzionale della produzione delle attività agrarie nei poderi. Questo è probabilmente dovuto alla caratteristica dei luoghi, boscati e palustri, ed alla concentrazione della proprietà. Nella fascia collinare di Filettole, ritenuta adatta ai piaceri del villeggiare, si trovano invece esempi di ville, nelle quali prevale la funzione propria di residenza di campagna.
Fra queste si distinguono: villa Bombicci, villa Viviani, villa Forlivesi.

Le antiche tipologie residenziali

In pianura gli edifici dei poderi sono caratterizzati dalla struttura lineare con tetto a due spioventi. Possono essere per una o più famiglie. In quest’ultimo caso, si compongono moltiplicando il tipo di base e allineandosi di fronte all’aia comune, spesso ammattonata. Gli annessi sono quasi sempre giustapposti e, nel caso di più abitazioni unite, occupano i lati, caratterizzando l’architettura con le varie forme delle aperture. La cucina è al pianterreno e vi si accede per un piccolo corridoio, da cui partono le scale per il piano superiore. Il portico per carri e attrezzi, a piano terreno, è ampio; sopra si colloca il fienile, areato con finestre a lunette e mandolato, mentre, in genere, sono assenti le colombaie. Le abitazioni sono intonacate e sono realizzate di sassi in pietra locale e calce o miste in pietrame e laterizio, e sempre più mattoni nelle costruzioni più recenti. I solai sono realizzati a palco, di legno con tavolato, o in laterizio su orditura lignea.
In collina le case non differiscono per tipologia, ma sono influenzate dalla morfologia dei luoghi. In genere si collocano in posizione pedecollinare, quasi mai sparse sui rilievi, con una forma longitudinale, parallela alle curve di livello e con il fronte rivolto a valle. Per questo il fronte principale può non essere orientato verso sud sud-ovest, cosa sempre costante in pianura, e si possono trovare corpi di fabbrica che, per sfruttare il pendio, generano impianti più complessi e variamente articolati.

Oltre i limiti dell’abitato, anche le case coloniche di tipologia tradizionale e gli edifici speciali per la produzione e lavorazione dei prodotti agricoli rappresentano un patrimonio collettivo di valori civili e culturali oltre che economico.

A conclusione di questa breve illustrazione, vi presentiamo alcune delle nostre belle chiese.

Vecchiano 

Vecchiano con il suo variegato territorio, è l'unico comune fra quelli della zona dei monti, che si estende fino al mare, uno spicchio di terra già abitato in epoca antica, dove si fondevano, l'influenza Etrusca e quella Ligure, come confermano i numerosi reperti archeologici ritrovati in zona.

Il nome del paese deriva dal nome latino "Vetuleius", al quale si aggiunse successivamente il suffisso "anus".
Il consolidamento del borgo si ebbe nell'alto medioevo, periodo in cui furono fondate le prime pievi, attorno alle quali si sviluppò man mano l'abitato.
Durante il X secolo, Vecchiano, essendo al limitare dei territori lucchesi, venne sottomesso all'influenza di Lucca. Ma avendo una importante funzione strategica, data appunto dalla sua posizione, venne assediato e quindi preso dalle truppe della Repubblica di Pisa,che vi costrui il Castello di S. Maria (XI-XII secolo) divenuto poi monastero, adesso chiesa.
Negli anni seguenti, tra il XIII e il XV secolo, Vecchiano con il suo territorio fù teatro delle lunghe e feroci guerre fra Pisa, e Lucca decisa a riprendersi l'antico feudo.
Di quest'epoca medievale, Vecchiano conserva ancora diverse costruzioni e ruderi visibili nei castelli e le varie torri, che da Filettole a Nodica punteggiano il suo territorio, e che facevano parte del sistema difensivo e di avvistamento, insieme alle torri e alla Rocca di Ripafratta.
Dopo circa 5 secoli di dominio Pisano, il paese passò a far parte dei possedimenti dei nobili De' Medici, della Repubblica di Firenze. I Medici iniziarono i lavori di bonifica del suo territorio paludoso, cosa che favorì e sviluppò le attività agricole, lavori di bonifica che si ultimarono nel XVIII secolo durante l'influenza dei duchi di Lorena.
I Lorena tennero il controllo di Vecchiano anche durante il passaggio e la dominazione del francese Napoleone Bonaparte, e fino al 1861, quando si ebbe l'unita d'Italia.
Come già accennato il suo territorio si estende dal confine con Lucca, fino al mare, includendo diverse realtà e paesi.
Confinante con Lucca troviamo Filettole, piccola tranquilla frazione anch'essa di antiche origini. Vi era un monastero dedicato a Santa Viviana, trasformato in Castello durante le guerre Pisano-Lucchesi.
Vi troviamo la "Torre Segata", svettante tra le verdi colline, "tagliata" in verticale, per evitarne la sua riparazione.
Scendendo lungo il Serchio vi è Avane e le sue colline coltivate ad ulivi, anch'essa fù abitata in un tempo lontano, come testimonia il nome "Le Grepole", dal latino "de greculis", riferito ad una località adiacente l'abitato e significante la presenza di bizantini, nell'epoca della calata dei Longobardi, nella seconda metà del VI secolo.
Dopo Vecchiano, andando verso il mare troviamo il granaio di Vecchiano, Nodica. Piccola frazione prettamente agricola, sorge sull'antico limitare dei terreni paludosi.
Ancora più giù lungo il Serchio arriviamo a Migliarino, nato lungo una, già nell'antichita, importante via di comunicazione, in epoca Romana poi chiamata via Aurelia, è la più marinara delle frazioni di Vecchiano, da qui infatti possiamo rapidamente giungere a Marina di Vecchiano.
Il cui centro balneare è immerso nel Parco Naturale di Migliarino San Rossore Massaciucoli, che si estende fra bocca di Serchio e Torre del lago, caratterizzato da ampie pinete e da arenili dove ancora la natura è padrona.

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